La Vita sul Cammino di Santiago
- 10 feb
- Tempo di lettura: 10 min
Aggiornamento: 11 feb
Quando sono partita per questo Viaggio Meraviglioso, non sapevo davvero perché..
Non sapevo cosa fosse il Cammino di Santiago, né perché esistesse. Non sapevo chi fosse San Giacomo, cosa significasse essere un pellegrino, quale valore avesse Il Cammino per migliaia di persone nel mondo..
Qualcosa dentro di me si era rotto, e avevo semplicemente bisogno di camminare. Camminare per un tempo indefinito, senza fretta e senza orari.

Non sapevo davvero dove stavo andando. Sapevo solo che il Cammino mi stava chiamando e io dovevo andare..
Sapevo che avevo bisogno di bastarmi, di stare in compagnia di me stessa, qualsiasi cosa questo avrebbe significato..
Sarebbe stato doloroso ascoltare solo la voce nella mia testa? Forse, ma ne sarebbe valsa la pena. Ne vale sempre la pena di andare in profondità e ricercare la verità. E questa volta l’autenticità volevo trovarla dentro di me.

Così sono partita, con il mio bellissimo zaino azzurro cielo e l'animo pronto a lasciarsi sorprendere. Ed ecco che mi sono ritrovata in una delle comunità più vive e autentiche che abbia mai incontrato: La Comunità dei Pellegrini! La comunità di chi si mette in cammino perché sta cercando qualcosa e ha deciso che vuole smettere di stare fermo e lamentarsi, ma muoversi per trovarla..
La comunità di chi non giudica, non dà valore a che lavoro fai, a come appari o cosa indossi. Persone diverse per età, lingua, storia, ma unite da qualcosa di invisibile. La voglia di vivere.
Conta la luce negli occhi, l’energia che porti, la verità che sei disposto a condividere. Conta la semplicità, la gentilezza, l’umanità.
Immediatamente il Cammino mi aveva mostrato un altro modo di stare al mondo, un altro modo di creare relazioni, un altro modo di guardare all'orizzonte, con la certezza che, un passo dopo l'altro, lo puoi raggiungere. Immediatamente mi ero riconnessa ai bioritmi naturali, impari ad amare il canto degli uccellini all'alba, a leggere il tempo dalla luce del sole.
Sul Cammino l’ego perde importanza e l’amore trova spazio. Gli occhi si aprono alla meraviglia e il cuore si riempie di gratitudine.

Come prepararsi al Cammino di Santiago?
La preparazione al Cammino non è solo pratica. Inizia molto prima della partenza, quando scegli cosa portare e cosa lasciare. Già lì il Cammino ti chiede di conoscerti e di ascoltarti, di fidarti di te, del tuo intuito. Ti chiede presenza e responsabilità. Ascolta i consigli, prendi le informazioni, leggi le guide, ma poi fermati e ascolta quello che più risuona con te! Perché è il tuo Cammino e tu solo sai come fare per viverlo al meglio.

Le scarpe
Di sicuro tra le scelte più importanti. Una decisione sbagliata può davvero metterti in difficoltà durante il percorso. Le scarpe devono essere adatte al viaggio che stai per fare, progettate per sostenerti per lunghi km, comode, traspiranti e se possibile già rodate. In primavera ed estate meglio Evitare il Gore-Tex perché il piede deve poter respirare. Ho visto tanti ragazzi con piedi distrutti dopo pochi giorni di cammino, solo perché la scarpa era impermeabile e poco traspirante. Io ho scelto scarpe da Trail Running, super leggere ma affidabili, si sono rivelate una scelta ottima! Mi hanno portato fino a Santiago con i piedi intatti, senza la minima escoriazione o bolla. Un consiglio fondamentale: acquistale 1,5–2 numeri più grandi, perché il piede gonfia dopo giorni di cammino.
I sandali
Indispensabili.
Servono per far respirare il piede, per le tappe leggere, per il dopo-cammino. Servono per i giorni di pioggia, perché tanto sai già che il piede si bagnerà, quindi tanto vale che si bagni per bene ma che abbia anche la possibilità di respirare, e soprattutto che le scarpe rimangano asciutte per quando passerà la pioggia. Non fate l’errore di portare le infradito perché vi ritroverete a voler camminare anche per km con la scarpa aperta e il piede deve essere sostenuto e devi poter indossare comodamente una calza.
Le calze
Non serve spendere tantissimo, ma di sicuro la calza deve essere tecnica, traspirante, pensata per lunghe camminate. E' fondamentale che abbia rinforzi sul tallone e sotto le dita. Non scegliete calze troppo strette, perché il piede tende a gonfiare e avete bisogno che il vostro sangue continui a circolare!
Lo zaino

Sarà la tua casa, il tuo armadio, il tuo compagno di viaggio.
Conoscilo bene e organizzalo con cura. Fai in modo che ti rispecchi, che parli di te.
Il Peso ideale è 6–9 kg, fai attenzione che non vada oltre il 10% del tuo peso corporeo. Sembra impossibile? Forse, ma è proprio questo il senso del Cammino! Portarti lontano da ciò che vivi e sperimenti ogni giorno. Parti leggero, non avere paura di semplificare, di togliere, di alleggerire, il te stesso sul Cammino ti ringrazierà!
Ogni chilo in più, fidati, si sente.
Lo Zaino Essenziale
Il Cammino insegna che non è nell’accumulare, ma nel togliere, che trovi spazio.
Impermeabile, sacco a pelo (sì, anche d’estate), pochi cambi, asciugamano in microfibra, sapone naturale, cappello, crema solare, tappi per le orecchie, una crema per massaggiare i piedi ogni sera. Fine.
Impossibile? Sennò dove sta il divertimento...
Impermeabile e copri zaino per la pioggia sono fondamentali. Il tempo cambia in fretta e non puoi controllarlo, ma puoi essere pronto ad affrontarlo e accettare la sfida che ti propone!
Un asciugamano leggero, meglio se in microfibra. Negli ostelli spesso non viene fornito, e dopo una lunga giornata di cammino una semplice doccia calda varrà tantissimo.
Il sacco a pelo. Anche d’estate. Anche se qualcuno ti dirà che non serve. Per me è stato indispensabile! Le notti possono essere fredde, soprattutto in montagna, e dormire bene cambia completamente l’energia del giorno dopo.
Un sapone naturale, per lavare i vestiti a mano e prenderti cura del tuo corpo. In molti luoghi immersi nella natura viene richiesto che sia naturale per non contaminare l’acqua della zona. È anche un bel modo per tornare alla semplicità e alla purezza del Cammino.
I sandali, di cui abbiamo parlato, danno respiro ai piedi e sono una vera liberazione a fine giornata.
Pochi vestiti:
due o tre magliette, un pantaloncino, un pantalone lungo (meglio se trasformabile), due o tre paia di mutande e calze. Nulla di più. Scoprirai quanto poco serve davvero.
Una felpa calda e una tuta comoda per la sera. Qualcosa che possa essere pigiama e abbigliamento da passeggiata allo stesso tempo. Sul Cammino nessuno ti giudica, ed è questa la magia, conta solo stare bene.
Un cappello, la crema solare, meglio se naturale. Il sole accompagna tante tappe ed è meglio partire preparati.
Le cuffiette, se senti il bisogno di isolarti ogni tanto e lasciare che sia la musica a camminare con te.
Qualche molletta per far asciugare i vestiti in stendini improvvisati, oppure direttamente sul tuo zaino durante il cammino.
Spazzolino, dentifricio e una crema idratante.
La conchiglia da appendere allo zaino, ti ricorda che non sei solo, che non stai solo camminando, ma sei parte di qualcosa di più grande, di più antico e profondo.
La credenziale del pellegrino, puoi acquistarla online o informarti sui luoghi di distribuzione. E’ fondamentale perché ti permette di alloggiare negli ostelli dedicati solo ai Pellegrini, in alcuni monasteri o chiese associate al cammino e di ricevere l’attestato di pellegrino una volta arrivato a Santiago.

Una Coccola personale? Una crema idratante per i vostri piedini stanchi. Ogni sera, Massaggiali, Ringraziali. Ti stanno portando lontano. Ti stanno dando la possibilità di essere lì! Un momento di cura solo per te, una forma di meditazione, di gratitudine, di ascolto. Il Cammino è anche questo, dedicare del tempo per prendersi cura di sé.
Extra (piccole cose che fanno la differenza)
Altri oggetti utili, ma non indispensabili, che possono rendere il Cammino più leggero.
Un piccolo set di posate, può sembrare superfluo, ma quando ti fermi a mangiare un frutto lungo la strada o improvvisi un pranzo semplice con ciò che trovi al mercato locale, ti sentirai grato di avere con te un piccolo coltello o una forchetta.
Una borsa di tela o un marsupio per le passeggiate pomeridiane. Quando lasci lo zaino in ostello, fai la doccia e hai voglia di esplorare il paese, ti servirà qualcosa di leggero per portare con te l’essenziale.
Una torcia frontale può essere utile la sera, se esci per fare una passeggiata e il tuo ostello si trova immerso nella natura, un po’ di luce può sicuramente servirti.
Le ciabatte per la doccia: pratiche, leggere, utili negli ostelli.
Tappi per le orecchie e Mascherina per gli occhi, super importanti per le notti in camerate. Sembrano piccoli oggetti, ma fanno una grande differenza.
Una Borraccia, se vuoi. Non è fondamentale: lungo il Cammino trovi tante fontanelle. Molti pellegrini si ingegnano in modi creativi. Anche questo fa parte del gioco.
Un Oggetto Tuo, che ti tenga compagnia nei momenti di pausa..
Per me è stato un bel libro. Potrebbe essere un diario per pensieri ed emozioni, un quaderno da colorare, un tappetino da yoga, un libro di poesie. Qualcosa che ti aiuti a stare lì, in quel luogo, in quel momento, evitando che la mente fugga altrove. Trovare l'oggetto che ti risuona e portalo con te.

Emozioni in Cammino
All'improvviso l’unica cosa che conta è questo passo. Questo respiro. Questo momento.
All’inizio sembrava solo un cammino..
Incontri nuove persone ogni giorno, scambi sorrisi di intesa, raggiungi felice un nuovo ostello, dormi in camerate con decine di sconosciuti. Ti svegli all’alba. Con il fresco della mattina metti lo zaino sulle spalle e inizi una nuova tappa, lo sguardo ancora assonnato e l’animo curioso di scoprire cosa ti riserverà questa nuova giornata. Una bella esperienza, pensavo!
Poi succede qualcosa..
Senti il Corpo che si risveglia. Da quanto tempo era assopito, accartocciato? Protesta, è confuso, chiede attenzione. Ma cosa sta succedendo oggi? Perché all’improvviso abbiamo deciso di camminare per tutti questi kilometri con uno zaino di 8 kg sulle spalle? Non era più facile andare in palestra, come tutte le persone normali?!
Dopo qualche giorno arriva la Mente.. Dove sono finite le solite distrazioni e preoccupazioni quotidiane? Si ritrova un po’ persa.. Perché nessuno si preoccupa di che ore sono? Nessuno sembra essere in ritardo.. E perché indosso gli stessi pantaloncini da tre giorni?! Sembra non ci sia nulla per cui stressarsi qui..
E ora che si fa?
Bisogna inventare nuove preoccupazioni, giusto per tenerci un po’ impegnati..
Allora eccole che arrivano..
Paura di non trovare un ostello per la notte, ansia per le vesciche, per il tempo che passa, per la vita che abbiamo messo in standby, paura di non farcela..
E se non trovo quello che sto cercando? - Ma poi, cosa è che sto cercando..?!
E tu sei lì, sotto il sole o sotto la pioggia, sporco e stanco, in mezzo a tutto questo brusio di fondo, a chiederti: ma chi me l’ha fatto fare? Una parte di te, però, è in pace!
Poi, a un certo punto, accade qualcosa. Di silenzioso e impercettibile, ma potente!
Il Corpo smette di lamentarsi.
La Mente smette di correre.
Ti accorgi che l’unica cosa che conta è questo passo. Questo respiro. Questo momento.
Una parte di te si arrende, capisce che non c’è davvero nulla da risolvere, da rincorrere, da temere.
E lì succede la magia!
Sei presente.
Vivo. Grato.
Senti la vita che scorre dentro di te.
Improvvisamente ti accorgi che non ti manca nulla per stare bene! Sei stanco, sporco, eppure profondamente felice.
Ogni cellula inizia a ricordare qualcosa di antico: la bellezza del silenzio, la pace della solitudine, la meraviglia di una natura. Il miracolo semplice di essere vivi.
Cammini, respiri, osservi. Canti, Balli, Salti.
E ti rendi conto che per la prima volta da tanto tempo non stai pensando a ciò che è stato, non ti stai preoccupando per ciò che sarà. Sei qui. Ora. Presente alla tua vita.
Il Cammino, allora, smette di essere solo un’esperienza fisica.
Diventa un Viaggio Spirituale, lento e profondo. Un attraversamento del mondo e, allo stesso tempo, di te stesso.

Lì, lontano dai ruoli e dalle etichette, inizi a togliere le maschere. Quelle che il mondo ti ha chiesto di indossare. Quelle che tu stesso hai scelto per adattarti, per essere accettato, per sopravvivere. E sotto, piano piano, emerge qualcosa di autentico. La tua vera voce.
Perché sul Cammino ognuno ha la sua direzione. Ognuno ha il proprio percorso da fare. E tutti lo sanno. Tutti sono pronti a tendere una mano. Nessuno ti giudica.
Non conta chi sei o cosa fai, ma chi scegli di essere. Non il lavoro che svolgi, ma il valore che porti nel mondo con la tua presenza.
Ti chiedono Chi sei? Cosa sogni?
Cosa stai cercando?
E così, anche tu, inizi a chiedertelo davvero..
"Perché mi sento così libero anche se sono stanco, sporco, infangato?"
"Perché mi sento così ricco quando tutto ciò che possiedo è dentro uno zaino?"
"Perché non mi manca nulla, quando nella mia vita “normale” ho sempre la sensazione che manchi tutto?"
Il Cammino ti insegna che la pienezza non nasce dall’accumulare, ma dal togliere.
Dal rallentare. Dall’ascoltare. Dal tornare all’essenziale.
Ed è qui che il viaggio diventa trasformativo. Non stai solo attraversando un territorio, ma ti stai riconnettendo con una parte di te che avevi silenziato, con una risorsa che avevi dimenticato, con una voce interiore che avevi smesso di ascoltare.
Il Cammino non ti porta da qualche parte.
Ti riporta a casa. Dentro di te.

Ad un certo punto anche la meta perde importanza.
Non è più fondamentale arrivare da qualche parte. Anzi, quasi non vuoi più arrivare. Perché la bellezza è stare sul Cammino. La meta è il Cammino stesso. Non una posizione su una mappa, ma la fiducia nel percorso.
Quei chilometri finali, che sembravano interminabili, diventano improvvisamente troppo pochi. Ti chiedi se sei davvero pronto ad arrivare, perché la vita sul Cammino è così piena, così vera.
E allora nasce una domanda, la più grande di tutte, perché non viviamo così ogni giorno? Perché a guidarci non è l’amore, ma l’ego?
È questo il mondo che sogniamo?
Il Cammino è lì, pronto a mostrare che un altro mondo è possibile, che una alternativa si può creare, anzi esiste già!
Per questo, se un giorno farai il Cammino, ti chiedo una cosa: Non lasciarlo lì.
Portalo con te quando torni.
Portalo nelle tue case, nelle tue relazioni, nelle tue piccole comunità.
Portalo nei gesti quotidiani, nelle scelte semplici, negli sguardi più gentili.

Quando la vita tornerà a correre, quando il rumore prenderà di nuovo spazio, ricordati che c’è stato un tempo in cui avevi quasi nulla e ti sentivi in pace. Ricordati che forse il segreto non è aggiungere, ma togliere.
Semplificare. Fare il primo passo. Accennare il primo sorriso. Offrire una mela a chi hai accanto. Smettere di giudicare, perché non conosciamo mai davvero la storia di chi abbiamo di fronte.
Il mondo ha un bisogno profondo di questi valori, di questa umanità, di questo amore.

Perché il viaggio vissuto con presenza e consapevolezza non finisce quando torni a casa, ma può diventare una guida, un insegnamento da portare nella vita di ogni giorno. Per continuare a sognare, passo dopo passo.
Buen Camino.
Buen Camino por la vida!
E ricordati, non sognare la tua vita. Vivi i tuoi sogni!




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